MEDIAZIONE FAMILIARE AL CENTRO MERA-GORINI

 

La mediazione familiare è un processo di gestione del conflitto che offre un contesto strutturato e protetto in cui gli ex coniugi possono raggiungere accordi duraturi e concreti su temi riguardanti il benessere dell’intero nucleo familiare.

Al Centro Mera-Gorini la mediazione familiare viene svolta avendo come punto di riferimento il modello sistemico-relazionale, un approccio che porta a tenere conto dell’intero sistema familiare e del contesto allargato: la famiglia più che la coppia costituisce il perno e viene presa in considerazione anche nella sua storia intergenerazionale (nonni, figli, nuclei allargati).

Il conflitto come opportunità evolutiva

 In quest’ottica, il conflitto viene visto come un’opportunità di crescita, non è legato ad una concezione necessariamente distruttiva, ma è un evento naturale e necessario al cambiamento.

Nel ciclo vitale delle famiglie si attraversano difficili passaggi evolutivi (matrimoni, nascite, malattie, separazioni, perdite) che richiedono continue trasformazioni e riorganizzazioni relazionali. La famiglia diventa così teatro di disarmonie e contrasti che creano il giusto attrito perché il sistema si trasformi nel tempo senza però perdere la propria identità.

mediazione familiare a varese

La riorganizzazione che la famiglia deve affrontare nel passaggio da una fase evolutiva ad un’altra non è mai un salto nel vuoto, in quanto, secondo il modello trigenerazionale, le generazioni precedenti hanno già affrontato gli stessi passaggi evolutivi e l’hanno fatto secondo modelli ricorrenti di rapporti multigenerazionali che si tramandano nel tempo, da una generazione all’altra.

Funzione e strumenti del mediatore

La funzione del mediatore è quella di aiutare la coppia a riaprire i canali di comunicazione interrotti dal conflitto, ristabilire un minimo di armonia familiare e di creare un’atmosfera meno conflittuale per proteggere i figli dalle controversie della generazione adulta. Durante il percorso viene data priorità agli aspetti emotivo-affettivi connessi al trauma della separazione.

Il mediatore familiare, prima di entrare nel vivo del percorso con la stesura degli accordi, si avvale di strumenti specifici che gli permettono di allargare lo sguardo sulla coppia e provare a capire, insieme alla stessa, cosa li ha portati a confliggere fino a volersi separare e, contestualmente, consente alla coppia coniugale di ampliare lo spazio mentale a disposizione della coppia genitoriale. L’utilizzo di questi strumenti induce i due partners alla riflessione, e ciò, spesso, porta ad un abbassamento del livello del conflitto.

Per esplorare il complesso disegno delle relazioni e intrecci fra generazioni, il mediatore può utilizzare la tecnica del genogramma, che è una rappresentazione grafica della storia familiare intergenerazionale. Questo strumento permette al mediatore di scoprire insieme alle persone coinvolte i dati strutturali del corpo familiare allargato, ma anche i bisogni degli attori implicati nella vicenda familiare. In questa rappresentazione grafica strutturata della famiglia, è utile conoscere le relazioni tra i soggetti rappresentati; la comunicazione tra essi, le somiglianze o differenze. Attraverso il disegno dell’albero genealocigo avviene una ri-narrazione che non è esclusivamente descrittiva, in quanto porta ad un coinvolgimento affettivo ed a una ricerca di senso.

Altri strumenti utilizzati sono l’esplorazione del legame di attaccamento alla famiglia di origine, di ognuno dei due partner, attraverso un’intervista ispirata all’Adult Attachment Interview (AAI; Kaplan & Main, 1996) e la narrazione della storia di coppia, attraverso un’intervista ispirata alla Current Relationship Interview (CRI; Crowell & Owens, 1998).

L’esplorazione del legame di attaccamento con le figure di riferimento primarie ci permette di capire cosa, entrambi i partner, hanno portato della loro storia con la famiglia d’origine, nella coppia e come ciò abbia influenzato la loro relazione.  La narrazione della storia di coppia permette ai partner di sperimentare l’ascolto attivo del vissuto emotivo dell’altro e di stimolare l’elaborazione rispetto alle responsabilità reciproche che hanno portato alla fine della relazione, ma anche di riconoscere ciò che di bello e positivo è nato dal loro legame, chediventa indissolubile in presenza dei figli.

Fasi del percorso di mediazione

Il percorso di mediazione familiare si sviluppa partendo da una fase di pre-mediazione in cui gli ex partners, con l’aiuto del mediatore, fanno un bilancio personale, coniugale e genitoriale degli anni vissuti insieme, riconoscendo ed elaborando le cause che hanno condotto alla crisi. In questa prima fase si accerta se la scelta della separazione è o meno definitiva; nel secondo caso la mediazione rappresenta una fondamentale risorsa per affrontare efficacemente la decisione prefigurando positive prospettive di futuro per tutti i membri della famiglia.

Segue la fase di mediazione in cui la coppia identifica i temi che vuole discutere e che vengono inseriti nel contratto di mediazione, la sottoscrizione del quale rappresenta un momento di riflessione e di impegno per i partners ad intraprendere un percorso, rispettandone le regole e condividendone gli obiettivi. Si passa a quella che viene definita negoziazione ragionata, che è la fase più lunga e costruttiva, durante la quale vengono vagliate le possibili soluzioni ai problemi e ai temi condivisi.

Nella fase di mediazione, previo accordo con i genitori, potranno essere coinvolti anche i figli, in quanto parte del sistema famiglia e co-protagonisti con la coppia genitoriale dell’evento separativo. La loro eventuale partecipazione al  percorso di mediazione avverrà con l’utilizzo di strumenti idonei alla loro età.

Al termine degli incontri, il mediatore stende gli accordi raggiunti in un progetto d’intesa che consegna ad entrambi i partner, che si impegnano a seguire, al fine di riorganizzare responsabilmente la propria vita e quella dei figli e che gli permetta di formalizzare una procedura legale di separazione.

La Co-Mediazione

La Co-Mediazione  è condotta da un binomio di professionisti che si rapportano contemporaneamente alla coppia; questa tecnica, permette un ampio margine di confronto e  una più efficace visione d’insieme.

Il prefisso co-, nel suo significato di “con – insieme”, pone in evidenza che quando due mediatori condividono e conducono una mediazione, sono chiamati a coordinarsi, cooperare, condividere, completarsi, compartecipare, co-gestire, co-bilanciare.

Avere a disposizione due mediatrici risulta un “valore aggiunto” che consente una co-conduzione ricca di interventi molteplici complementari a beneficio totale dei partecipanti.

L’attività di co-mediazione può essere definita come una danza che impone ai mediatori passi curati e coordinati, creatività, grande intesa e fluidità.

Professionisti in Mediazione Familiare del Centro:

Maria Fusetti – Mediatrice Familiare sistemica A.I.M.S., Counselor Sistemico-Relazionale dell’Età Evolutiva
Elisa Vergani – Mediatrice Familiare Sistemica A.I.M.S. ed Educatrice

 

Per informazioni e appuntamenti:  +39 351 9219207