Articolo di Giuseppe Capasso.
La mindfulness ci invita a tornare al corpo, al respiro, all’esperienza diretta del momento presente. Ma cosa significa davvero “ascoltare il corpo”? E perché questa capacità è così decisiva nel nostro equilibrio emotivo e psicologico?
In questo articolo racconto cosa intendiamo per interocezione, perché è alla base dei processi di autoregolazione e come, attraverso la pratica, possiamo ricostruire un senso di sé più stabile e autentico. Condividerò anche un’esperienza clinica che illumina con chiarezza quanto il corpo possa tornare a essere una guida affidabile.
Interocezione: il corpo come bussola interna
Il nostro corpo è un sistema vivo, in continuo movimento, che cerca costantemente un equilibrio dinamico (omeostasi). Per farlo utilizza diversi meccanismi – tra cui neurocezione, propriocezione e interocezione – che regolano il modo in cui rispondiamo agli eventi interni ed esterni: relazioni, stress, malattie, traumi.
L’interocezione riguarda tutte le sensazioni che provengono dal mondo interno: segnali viscerali, micro-movimenti, variazioni del respiro, tensioni sottili. Comprenderne il funzionamento significa intuire come gli stati fisiologici influenzino pensieri, decisioni ed emozioni.
La disconnessione corporea nella vita quotidiana
La nostra cultura ci abitua a ignorare i segnali del corpo: posticipare bisogni, trattenere emozioni, “funzionare” senza ascoltarci. Ma ogni volta che trascuriamo un bisogno corporeo, indeboliamo un circuito che sta cercando di autoregolarci.
La mindfulness, nella sua forma più concreta (come si pratica la mindfulness, offre un modo per tornare a questi segnali e ricostruire un senso di sé radicato e presente.
Mindfulness, embodiment e ascolto profondo
Nel lavoro clinico, l’interocezione è al centro di tutte le pratiche di consapevolezza corporea:
- mindfulness guidata
- body scan
- meditazione sul respiro
- yoga inteso come movimento consapevole
Con continuità, queste pratiche favoriscono un contatto più stabile con il corpo e aprono allo sviluppo di capacità di autoregolazione e presenza.
Il viaggio di Clara: dal panico alla presenza
Clara, circa 35 anni, viveva da tempo con un forte condizionamento legato agli attacchi di panico. Pur avendo già iniziato un percorso psicoterapeutico, rimaneva intrappolata nella paura costante che un attacco potesse tornare, soprattutto fuori casa.
La collaborazione tra psicoterapia e pratiche bottom-up ha permesso di integrare un lavoro settimanale mirato sull’interocezione. Inizialmente Clara era molto verbale, poco connessa al corpo, incline a “immaginare” le sensazioni più che percepirle. Con il tempo ha imparato a tollerare il silenzio, a stare nell’esperienza corporea e a notare la relazione tra giudizio mentale e tensioni fisiche.
La svolta è arrivata durante un inquiry: Clara ha rivissuto un episodio traumatico reale – una mancata tragedia familiare poi minimizzata dal contesto – e ha riconosciuto, attraverso la chiarezza dell’esperienza corporea, di non essersi “sbagliata”. Questo insight ha ricostruito fiducia nelle proprie percezioni.
Da lì, Clara ha iniziato a vivere meno sotto il peso della paura del giudizio, più capace di restare con ciò che sente, di tollerare l’ansia nei momenti quotidiani difficili e di recuperare libertà nelle relazioni. Oggi conduce una vita molto più autonoma, senza attacchi di panico e con maggiore presenza.
Perché l’interocezione è fondamentale nei percorsi mindfulness MBSR
La pratica MBSR – Mindfulness-Based Stress Reduction, uno dei prototipi più diffusi dei protocolli mindfulness – lavora esattamente su questo: allenare l’attenzione, la presenza e la capacità di leggere i segnali corporei prima che diventino tempeste emotive. (Mindfulness MBSR, mindfulness per lo stress, mindfulness psicologia Mindfulness – query)
Riconnettersi al corpo significa riconnettersi a un luogo sicuro, non giudicante, capace di guidarci nella complessità della vita quotidiana.
Un invito alla pratica: MBSR Primavera 2026
Se senti il desiderio di approfondire l’ascolto del corpo e coltivare una presenza più stabile nella vita quotidiana, il percorso MBSR Primavera 2026 può offrire uno spazio dedicato e guidato per farlo.
Il programma prevede 8 incontri serali, una giornata intensiva e un follow-up finale. È pensato per chi vuole comprendere più a fondo i propri schemi di stress e sviluppare strumenti concreti per gestirli con maggiore lucidità.
📅 Martedì dalle 19:30
APRILE: 14 – 21 – 28
MAGGIO: 5 – 12 – 19 – 26
GIUGNO: mercoledì 3
Giornata intensiva: domenica 24 maggio
Per informazioni e iscrizioni: Giuseppe Capasso – +39 335 292 652



