Al Centro Mera-Gorini ci occupiamo di valutazione ed eventuale accompagnamento rivolto a persone con sospetta neurodivergenza, in particolare ADHD (deficit di attenzione e iperattività) in età adulta, anche in assenza di una diagnosi formale in età evolutiva.
Questo tipo di percorso consente di comprendere il proprio funzionamento e costruire nuove strategie per un migliore adattamento alla vita quotidiana.
Il referente per l’attività di valutazione iniziale è il dott. Riccardo Pignatti, neuropsicologo, psicoterapeuta, a cui si affiancano il dott. Alberto Caputo, psichiatra specializzato nelle neurodivergenze, e la dott.ssa Evin Nagm, tecnico della riabilitazione psichiatrica, coach ADHD e teatroterapeuta.
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Oltre il pregiudizio: l’ADHD come profilo neurobiologico in evoluzione
Per decenni, il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) è stato erroneamente confinato all’ambito pediatrico, come se la maturazione biologica potesse, da sola, estinguere una configurazione neurotipica complessa. Le evidenze cliniche più recenti delineano invece un quadro di persistenza significativa.
Circa il 6-7% degli adulti a livello globale convive con questa condizione. Inoltre, l’ADHD nell’adulto non è la semplice permanenza di un disturbo infantile, ma un profilo neurobiologico in continua evoluzione. La transizione verso l’età adulta, infatti, modifica radicalmente la fenomenologia clinica. Mentre nel bambino l’iperattività è spesso motoria e dirompente, nell’adulto essa tende a interiorizzarsi, trasformandosi in una pervasiva “irrequietezza interiore” e in una tensione cognitiva costante.
Ricevere una diagnosi, anche se tardiva, permette di rileggere la propria storia non più attraverso la lente della colpa o dell’inadeguatezza, ma attraverso quella della neurobiologia. Questa consapevolezza operativa è il primo passo per mitigare l’impatto dei sintomi sulla gestione delle finanze (spesso compromesse da acquisti impulsivi o scadenze dimenticate), sulle relazioni interpersonali e sulla carriera, trasformando la frustrazione in un piano d’azione concreto.
Riconoscere i segnali: ADHD in età adulta tra sintomi e sfide quotidiane
Identificare correttamente i sintomi di ADHD in età adulta richiede di superare il mito della “pigrizia” o della “mancanza di volontà”. Dal punto di vista neurofisiologico, ci troviamo di fronte a una gestione atipica dell’attenzione selettiva e sostenuta, radicata in una differente regolazione dei circuiti dopaminergici.
Le manifestazioni core nell’adulto includono:
- Disattenzione: Procrastinazione cronica, deficit nella pianificazione esecutiva e perdita frequente di oggetti. Sul piano finanziario, ciò si traduce spesso in “tasse dell’ADHD”: multe e interessi dovuti a dimenticanze organizzative.
- Impulsività: Tendenza a interrompere le conversazioni e a prendere decisioni affrettate. L’urgenza neurobiologica di gratificazione immediata può portare a spese impulsive e difficoltà nel valutare le conseguenze a lungo termine.
- Iperattività: Non più necessariamente motoria, ma espressa come logorrea o incapacità soggettiva di rilassarsi durante i momenti di inattività.
L’Asimmetria Sensoriale e il Peso delle Presentazioni
Recenti ricerche (Zink et al.) neuropsicologiche hanno evidenziato come l’ADHD non sia un deficit attentivo globale, ma un’asimmetria nell’elaborazione degli stimoli. Gli adulti con ADHD mostrano performance inferiori nei compiti visivi quando sono presenti distrazioni uditive, suggerendo che il canale uditivo possa essere “dominante” o più difficilmente schermabile. Lo studio evidenzia inoltre una differenza “a gradini” tra le presentazioni: gli individui con la Presentazione Combinata mostrano compromissioni più severe nei processi di attenzione post-sensoriale rispetto alla Presentazione Disattenta, sottolineando l’importanza di una mappatura clinica precisa per calibrare l’intervento.
Il nostro protocollo diagnostico: l’assessment neuropsicologico
Per capire se “sei ADHD” o meno, non bastano semplici questionari di screening online. Per una diagnosi accurata occorre una valutazione multidimensionale che possa:
- distinguere l’ADHD da disturbi d’ansia, dell’umore o della personalità (spesso presenti in comorbilità), che talvolta ne mascherano la presenza
- integrare una adeguata valutazione “oggettiva” delle funzioni neuropsicolgiche
- intersecare dati anamnestici, report di terzi (es. insegnanti, genitori, altri adulti di riferimento nel passato e nell’attualità) e rilevazione soggettiva del paziente
Presso il nostro centro, l’assessment è coordinato dal Neuropsicologo Dottor Riccardo Pignatti. Il protocollo non si limita all’osservazione comportamentale, ma utilizza una batteria di test standardizzati per mappare le funzioni esecutive e la memoria di lavoro, oltre a interviste cliniche strutturate.
Affidarsi a Centri specializzati nella diagnosi ADHD assicura che l’esito dell’assessment diventi una “bussola” clinica, fondamentale per impostare un trattamento che non sia solo sintomatico, ma funzionale.

Percorsi Terapeutici Integrati: nuove evidenze
L’approccio più efficace per l’ADHD nell’adulto è quello multimodale, dove farmacologia e psicoterapia agiscono in sinergia. Secondo una recente revisione sistematica pubblicata su The Lancet Psychiatry 2025, è necessario un approccio critico e informato alla terapia:
- Efficacia e Accettabilità Farmacologica: Stimolanti e atomoxetina rimangono i pilastri per la riduzione dei sintomi core a breve termine. Tuttavia, lo studio evidenzia che l’atomoxetina presenta una minore “accettabilità” rispetto al placebo, con tassi di interruzione del trattamento più alti a causa di effetti collaterali. Per questa ragione, il nostro studio si avvale di uno Psichiatra di riferimento esperto per una titolazione farmacologica attenta e personalizzata.
- La Discrepanza tra Valutatori: Un dato fondamentale per il paziente riguarda i tempi della guarigione. Le terapie non farmacologiche (psicoterapia, Mindfulness) mostrano miglioramenti significativi nelle scale valutate dai clinici già a 12 settimane, ma spesso il paziente non percepisce lo stesso livello di miglioramento nelle proprie scale auto-valutate. Comprendere questa discrepanza è essenziale per evitare il drop-out precoce: il cambiamento funzionale spesso precede la sensazione soggettiva di benessere.
- Psicoterapia: è indicata per ristrutturare i pensieri disfunzionali legati ad anni di fallimenti percepiti, agendo laddove il farmaco per ADHD non può arrivare: la ricostruzione dell’identità e dell’autostima.
ADHD Coaching e Riabilitazione: Il metodo “NeuroUnlock” della dott.ssa Evin Nagm
Se la diagnosi è la bussola e la terapia è il motore, il Coaching e la Riabilitazione Psichiatrica rappresentano il sistema di guida per la vita quotidiana. Questo intervento, coordinato dalla Dott.ssa Evin Nagm (Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica e ADHD Coach), si focalizza sull’azione esperienziale, fungendo da ponte tra lo studio clinico e i contesti reali.
Attraverso il metodo “NeuroUnlock”, vengono implementate strategie basate sull’evidenza:
- Strategie di Produttività: ogni persona è accompagnata a identificare e sfruttare le peculiarità del proprio funzionamento neurodivergente, per raggiungere i propri obiettivi (scolastici, lavorativi, produttivi) andando non più contro la propria mente ma in collaborazione con essa.
- Regolazione Emotiva e Sensoriale: utilizzo di strumenti tratti dalla DBT e dalla Mindfulness adattata per imparare a gestire la propria emotività. Ogni persona è inoltre accompagnata a scoprire il proprio funzionamento sensoriale e a creare il proprio “kit sensoriale” d’ausilio per prevenire il sovraccarico.
- Abilità Sociali e Teatroterapia: attraverso il roleplay, alleniamo la persona a gestire contesti sociali altamente attivanti, riducendo l’ansia da performance e migliorando la comunicazione assertiva.
Questo approccio pratico mira a trasformare la teoria in routine sostenibili, aiutando l’individuo a ritrovare la propria identità al di là dell’etichetta diagnostica.
Conclusione: Valorizzare il Proprio Funzionamento
L’ADHD nell’adulto non deve essere considerato un limite invalicabile, ma un funzionamento neurobiologico che richiede accorgimenti specifici. Una volta compreso, questo profilo può esprimere risorse notevoli: un’elevata energia, una creatività fuori dagli schemi e la capacità di entrare in uno stato di iperfocalizzazione produttiva su compiti stimolanti.
Il valore del nostro centro specializzato risiede nell’accompagnamento totale: dall’assessment neuropsicologico avanzato con il Dott. Pignatti alla gestione pratica con la Dott.ssa Nagm, attraverso una consulenza farmacologica su misura.
Vi invitiamo a contattare lo studio per un primo colloquio informativo.
Comprendere il proprio cervello è l’unico modo per smettere di combatterlo e iniziare, finalmente, a utilizzarne tutto il potenziale.