blog

Sfidare lo stigma: il BDSM tra evidenze scientifiche e nuovi paradigmi

Parlare della propria sessualità liberamente è di fondamentale importanza. Ma molti psicologi non sanno come trattarla. Con questo articolo vorrei cominciare l’esplorazione di un terreno molto vasto, ossia quello delle pratiche BDSM, cercando di fare luce sui vari chiaro-scuri che, ancora oggi, si aggirano non solo nell’immaginario popolare ma anche in quello dei professionisti della salute mentale. Per farlo, mi sono avvalsa di una intensa disamina dei contributi scientifici più recenti.
L’intento non è di offrire una panoramica esaustiva sul fenomeno (servirebbero decine e decine di articoli come questo!), ma di aprire un tema di discussione e confronto.

BDSM: di cosa si tratta

Il termine BDSM è un acronimo che comprende diverse pratiche: Bondage e Disciplina (B&D), Dominanza e Sottomissione (D/s), Sadismo e Masochismo (S/M). Si definisce come un insieme di giochi di ruolo fisici, psicologici e sessuali basati su uno scambio di potere consensuale tra i partecipanti. Le dinamiche BDSM si fondano su protocolli di sicurezza ed etica definiti dalla comunità come SSC (Sicuro, Sano, Consensuale) o RACK (Rischio Consapevole Consensuale).

Nonostante la cultura di massa tenda a banalizzare il fenomeno o a collegarlo necessariamente a traumi passati, la ricerca moderna lo inquadra come una variante sana della sessualità o una forma di “tempo libero serio” (serious leisure). La colonna portante di queste dinamiche è il consenso esplicito.

Un punto di svolta fondamentale è infatti la distinzione introdotta dal DSM-5 e dall’ICD-11, che separano gli interessi sessuali atipici (parafilie) dai disturbi mentali (disturbi parafilici); il BDSM è considerato patologico solo se causa distress clinicamente significativo o se praticato con persone non consenzienti.

La prevalenza del BDSM in Italia: un fenomeno strutturale

I dati più recenti mostrano che il BDSM in Italia non è affatto un fenomeno marginale, ma una realtà che coinvolge una fetta significativa della popolazione. Secondo il Rapporto Censis 2026, circa il 14,0% degli italiani tra i 18 e i 60 anni pratica attivamente forme di sesso non convenzionale come BDSM. La curiosità è ancora più estesa: il 19,9% di chi non ha mai provato dichiara che lo farebbe se ne avesse l’occasione. Tra i giovani adulti (18-30 anni), l’indagine Eurispes evidenzia che il 27,7% ha già avuto esperienze BDSM e oltre la metà dei giovani (54,8%) si dichiara incuriosito o desideroso di sperimentare. Questi numeri indicano che lo scambio di potere è ormai un elemento strutturale dell’immaginario erotico contemporaneo degli italiani.

Spostando il focus ad un raggio europeo, inoltre, i dati della letteratura indicano una prevalenza ancora maggiore: oltre al 40% di soggetti che dichiara di aver praticato almeno una volta nella vita.

Dalla “perversione” alla salute mentale: BDSM e pregiudizi culturali

Storicamente, il BDSM è stato interpretato come un segno di disturbo mentale o decadenza morale, una visione radicata nelle classificazioni del XIX secolo di Krafft-Ebing e nelle prime teorie psicoanalitiche che associavano il masochismo a colpa inconscia e disfunzione.

Nonostante il cambio di paradigma introdotto dal DSM-5, che distingue gli interessi sessuali atipici dai disturbi patologici (a meno che non causino distress o danni, come già detto), persistono profondi pregiudizi terapeutici e stereotipi dannosi che etichettano i praticanti come intrinsecamente disturbati o incapaci di controllare i propri impulsi.

Ricerche indicano che circa il 70% dei praticanti BDSM che si sono rivolti a professionisti della salute mentale ha subito qualche forma di stigma, che spazia da sottili commenti giudicanti alla richiesta esplicita di interrompere le pratiche come condizione per proseguire la terapia. Questo clima di “stigma anticipato” porta molte persone a nascondere la propria identità kinky per timore di essere patologizzati o segnalati erroneamente per violenza domestica, creando una barriera che impedisce loro di ricevere un supporto psicologico efficace. 

Al contrario, le evidenze della letteratura scientifica dimostrano che i praticanti BDSM non mostrano sintomi psicopatologici più elevati dei non-praticanti e, in molti casi, presentano addirittura tratti di personalità caratterizzati da minore nevroticismo e maggiore apertura alle esperienze, estroversione e coscienziosità. Studi empirici su larga scala hanno inoltre smentito sistematicamente l’idea che l’interesse per il BDSM sia “necessariamente” una risposta a traumi infantili o abusi sessuali, configurandosi per molti come una scelta autonoma, sana e consapevole.

La necessità di una visione complessa

Abbandonare la stigmatizzazione non significa però banalizzare la pratica. È necessario riconoscere che il BDSM può essere vissuto in modi estremamente diversi.

Per alcuni è un semplice gioco erotico, per altri un sito di trascendenza, esplorazione identitaria o addirittura un modo consapevole per regolare il proprio sistema nervoso e riappropriarsi della propria agency. Ad esempio, persone neurodivergenti possono trarre beneficio dalla stimolazione sensoriale come forma di stimming e dalla possibilità di entrare in relazione attraverso regole comunicative chiare ed esplicitamente negoziate.

Per altri individui, specialmente quando si inscrive in una storia personale connotata da traumi, dipendenza affettiva e tendenza alla dissociazione, le pratiche BDSM possono rappresentare un terreno dove si manifestano elementi di problematicità, non tanto per le pratiche in sé, ma per come vengono dotate di significato e agite negli specifici contesti relazionali.

Ad esempio, rispetto alla questione del trauma psicologico, la letteratura indica che ci sono due possibili modi in cui il BDSM viene utilizzato:

  • in senso evolutivo, come una forma di riscrittura trauma in un ambiente protetto e consensuale, che permette di riprendere il controllo e favorire la guarigione (il cosiddetto “trauma-play“);
  • in senso patologico, invece, può rappresentare una “ripetizione” rigida e compulsiva (dove manca l’elemento di libera scelta: la persona “non può farne a meno”) del trauma stesso, cronicizzando così sentimenti di impotenza e vergogna.

Un approccio “kink-aware”

Da queste considerazioni, ne deriva l’impossibilità di tracciare una linea netta di demarcazione. Bisogna osservare come diversi fattori bio-psico-sociali si intreccino nel determinare la funzione specifica della pratica per il singolo. Nel contesto del BDSM, poi, dove i pregiudizi culturali sono forti e la conseguente esigenza di de-patologizzazione è altrettanto critica, è utile mantenere una comprensione più sfumata di come queste pratiche si inscrivano nella storia individuale del soggetto. 

Adottare un approccio “kink-aware” significa accogliere la diversità sessuale delle persone senza pregiudizi patologizzanti, restando attenti a distinguere tra il gioco di ruolo, il potenziale liberatorio e di autoregolazione, e situazioni di di violenza domestica o autolesionismo. Ma soprattutto, significa

guardare alla complessità del desiderio umano, dove il corpo e il potere diventano strumenti per costruire intimità e fiducia profonda.

BIBLIOGRAFIA

  • Censis. (2026, marzo). Come cambiano i costumi sessuali. IL PIACERE DEGLI ITALIANI. Rapporto Finale.
  • De Neef, N., Coppens, V., Huys, W., & Morrens, M. (2019). Bondage-discipline, dominance-submission and sadomasochism (BDSM) from an integrative biopsychosocial perspective: A systematic review. Sexual Medicine, 7(2), 129–144. https://doi.org/10.1016/j.esxm.2019.02.002.
  • Eurispes. (2018, 28 novembre). Indagine Eurispes: sesso, erotismo e sentimenti, i giovani fuori dagli schemi. Eurispes.it.
  • Forrey, S. (2024). Sadomasochistic sensations: A phenomenological analysis of Black ontology, embodiment, and transcendence (Tesi di Master non pubblicata). Loyola University Chicago.
  • Gewirtz-Meydan, A., Godbout, N., Canivet, C., Peleg-Sagy, T., & Lafortune, D. (2024). The complex interplay between BDSM and childhood sexual abuse: A form of repetition and dissociation or a path toward processing and healing? Journal of Sex & Marital Therapy, 50(5), 583–594. https://doi.org/10.1080/0092623X.2024.2332775.
  • Iervolino, M. L., Silvaggi, M., Nimbi, F. M., Tripodi, F., Botta, D., & Simonelli, C. (2019). Sessualità ed emozioni: uno studio sulla popolazione BDSM italiana. Rivista di Sessuologia Clinica, 1, 5–30. https://doi.org/10.3280/RSC2019-001001.
  • Li, S. (2024). The psychology of kink: A cross-sectional survey investigating the association between adult attachment style and BDSM-related identity choice in China. Archives of Sexual Behavior, 53, 2269–2276. https://doi.org/10.1007/s10508-024-02829-1.
  • Modoranu, R.-I. (2025). Kink and role play in psychotherapy: Shaping kink-aware mental health practice. International Journal of Advanced Studies in Sexology, 7(2), 31–45. https://doi.org/10.46388/ijass.2025.7.11.
  • Mollaioli, D., Jannini, T. B., Piga Malaianu, D., Sansone, A., Colonnello, E., Limoncin, E., Ciocca, G., & Jannini, E. A. (2025). The evaluation of psychosexual profiles in dominant and submissive BDSM practitioners: A Bayesian approach. Sexes, 6(2), 16. https://doi.org/10.3390/sexes6020016.
  • Nimbi, F. M., Galizia, R., Fontanesi, L., Soyman, S., Jannini, E. A., Simonelli, C., & Tambelli, R. (2023). Sexual Desire and Erotic Fantasies Questionnaire: Validation of the Erotic Fantasy Inventory Scale (SDEF3) in Italian Adults. Healthcare, 11(6), 880. https://doi.org/10.3390/healthcare11060880.
  • Paarnio, M., Sandman, N., Källström, M., Johansson, A., & Jern, P. (2023). The prevalence of BDSM in Finland and the association between BDSM interest and personality traits. The Journal of Sex Research, 60(4), 443–451. https://doi.org/10.1080/00224499.2021.2015745.
  • Pliskin, A. E. (2022). Autism, sexuality, and BDSM. Ought: The Journal of Autistic Culture, 4(1), Articolo 9. https://doi.org/10.9707/2833-1508.1107.
  • Rahman, Y. R. (2025). Therapeutic BDSM™ and Self-Reconciliation Therapy (SRT): A Community-Informed Framework for Identity-Based, Somatic Healing. The Journal of Kink & Community1(1), 3-45.
  • Sprott, R. A., Herbitter, C., Grant, P., Moser, C., & Kleinplatz, P. J. (2023). Clinical guidelines for working with clients involved in kink. Journal of Sex & Marital Therapy, 49(8), 978–995. https://doi.org/10.1080/0092623X.2023.2232801.
  • Sulzer, R. (2025). Genogram analysis of BDSM relationships (Tesi di Dottorato). The Chicago School.
  • Treccani, V., Cuccì, G., & Frigieri, M. (s.d.). Attaccamento e sessualità: studio esplorativo delle dinamiche di potere nel Sadomasochismo alla luce della teoria dell’attaccamento..
  • Warkentin, H. F., Gholami Mazinan, R., Fuss, J., Kratzer, L., & Biedermann, S. V. (2025). BDSM and masochistic sexual fantasies in women with borderline personality disorder: simply on the spectrum of “normality” or source of suffering? Borderline Personality Disorder and Emotion Dysregulation, 12(7). https://doi.org/10.1186/s40479-025-00283-6.
  • Zambelli, L. (2014). The deepest intimacy. A sociological account of bondage, domination, sadism and masochism (BDSM) in contemporary Italy (Tesi di Dottorato). Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Approfondimenti di psicologia

I come …Ipocondria

Di Andrea Ferella e Stefania Pozzi In questo articolo troverai spunti utili per: Conoscere una preoccupazione abbastanza comune, l’ansia di malattia (o “ipocondria”), sfatando alcuni

Leggi »