Dal 4 settembre prende il via il nuovo percorso di counseling a mediazione teatrale
Ci sono aspetti di noi che le parole riescono a raccontare solo fino a un certo punto. E se esistesse un altro linguaggio per esplorarli?
Dopo il workshop introduttivo dello scorso giugno, dal 4 settembre il Centro di Psicologia Mera-Gorini inaugura Il corpo che racconta, un nuovo percorso di counseling a mediazione teatrale che entra stabilmente a far parte delle proposte dell’area Arti-terapie del Centro.
Non si tratta di un corso di teatro.
E non è una psicoterapia di gruppo.
È un’esperienza in cui il teatro non è il fine, ma il linguaggio attraverso cui esplorare sé stessi, le proprie emozioni e il modo di entrare in relazione con gli altri.
Attraverso il corpo, il movimento, il gioco teatrale e la relazione con il gruppo, si apre uno spazio in cui osservare, sperimentare e scoprire qualcosa di sé, senza dover interpretare un personaggio né raggiungere una performance.
L’invito è semplicemente quello di esserci, con curiosità e nel rispetto dei propri tempi.
Un tempo per sé, un passo alla volta
Il corpo che racconta è organizzato in cicli di cinque incontri, ciascuno pensato come un’esperienza completa, con un proprio sviluppo e una propria coerenza.
Al termine di ogni ciclo sarà possibile decidere liberamente se fermarsi oppure proseguire con il gruppo nei percorsi successivi.
L’idea è quella di offrire uno spazio che possa accompagnare le persone nel tempo, senza creare un impegno indefinito: ogni ciclo rappresenta infatti un’esperienza conclusa, ma può anche diventare il primo passo di un cammino più lungo.
Per favorire la costruzione di un clima di fiducia e di continuità all’interno del gruppo, sarà possibile inserirsi all’inizio del percorso o, se necessario, entro il secondo incontro.
Il percorso prende forma insieme al gruppo
Ogni ciclo nasce da una metodologia precisa, ma non da un programma rigido.
Il percorso si sviluppa anche attraverso ciò che emerge dall’esperienza condivisa, lasciando spazio ai temi che il gruppo porta con sé.
Nel tempo potranno essere approfonditi aspetti come l’autenticità, i ruoli che abitiamo nella vita quotidiana, i confini personali, il cambiamento, il rapporto con le emozioni o il modo in cui entriamo in relazione con gli altri.
Non come argomenti da imparare, ma come esperienze da vivere.
Per questo ogni gruppo costruisce un cammino unico.
A chi è rivolto?
Il percorso è aperto a tutti gli adulti che desiderano concedersi un tempo di ascolto, di espressione e di sperimentazione.
Non è richiesta alcuna esperienza teatrale.
Anzi, uno degli aspetti più interessanti del counseling a mediazione teatrale è proprio quello di utilizzare strumenti espressivi accessibili a chiunque, valorizzando il contributo unico di ogni partecipante.
Un nuovo spazio all’interno delle Arti-terapie
Con Il corpo che racconta, il Centro amplia la propria proposta nell’ambito delle Arti-terapie, accanto ai percorsi che utilizzano linguaggi espressivi come strumenti di conoscenza di sé e di relazione.
Si tratta di un approccio ancora poco diffuso in Italia, che integra il counseling con il linguaggio teatrale in un’esperienza coinvolgente, graduale e rispettosa dei tempi di ciascuno.
Se desideri approfondire il significato del counseling a mediazione teatrale o conoscere meglio la filosofia delle Arti-terapie del Centro, puoi leggere gli articoli che abbiamo già dedicato a questo tema e visitare la pagina dedicata ai percorsi espressivi:
- Counseling a mediazione teatrale: cos’è, benefici e come funziona
- Arti terapie | Approcci espressivi integrati – Centro Mera-Gorini
Informazioni pratiche
Primo ciclo: da venerdì 4 settembre
Orario: 20.30 – 22.00 / 22.30
Struttura: moduli da 5 incontri ciascuno
Conduce: Paola Russo

Per ulteriori info e iscrizioni:
Più che un corso, “Il corpo che racconta” vuole essere uno spazio a cui poter tornare. Un luogo di esperienza, relazione e scoperta, dove ogni ciclo rappresenta un passo del percorso e ogni gruppo costruisce, nel tempo, una storia diversa.



