Siamo spesso abituati a pensare che la separazione di una coppia coinvolga e riguardi solo la diade stessa, invece interessa tutti i componenti della famiglia ed è un’esperienza dolorosa anche per i figli.

La separazione comporta un taglio, una frattura che per i figli è quasi sempre improvvisa e poco comprensibile; questa fase comporta un brusco disimpegno l’uno dall’altra e una disfunzione sul piano genitoriale. In questa dimensione i figli vivono l’abbandono o l’invischiamento a seconda dell’atteggiamento dei due genitori.

La diminuzione delle energie emotive, investite per affrontare questo evento, spesso impedisce alla coppia genitoriale di accogliere e legittimare la sofferenza dei figli e di leggere i loro reali bisogni.

Per il bambino, soprattutto se è molto piccolo, è difficile distinguere la relazione che intercorre tra i due genitori e quella che intercorre tra lui e i genitori, quindi è portato a pensare che se una si modifica anche l’altra subirà un cambiamento; non possiede ancora gli strumenti cognitivi per comprendere i motivi di tale cambiamento.

Il bambino può arrivare ad attribuirsi la colpa del fallimento dell’unione familiare elaborando, con strumenti cognitivi disponibili alla sua età, una responsabilità propria di non meritare l’amore dei genitori. Inoltre può vivere l’allontanamento di uno dei genitori come un abbandono da parte della famiglia verso il genitore che non è più a casa, destino che lo spaventa tantissimo se pensa che potrebbe capitare anche a lui.

Quando questo difficile periodo di cambiamento dell’assetto familiare è accompagnato da ostilità e conflittualità tra i genitori, il bambino rischia di venire manipolato dagli stessi e di vivere con fatica, in prima persona i pressanti tentativi di alleanza che ognuno dei due vuole instaurare col figlio a scapito dell’altro. Per esempio: valutazioni negative espresse da un genitore verso l’altro, ostacolare, invece che favorire, i rapporti con l’altro genitore. 

In un contesto simile possono nascere difficoltà relazionali tra i figli e i genitori e, un’ulteriore insidia a danno del bambino è quando uno dei due genitori o entrambi, interpreta questo comportamento come l’effetto di plagio da parte dell’altro genitore, con conseguente inasprimento del conflitto.

…..MA I BAMBINI COME CI COMUNICANO IL LORO DISAGIO?..

I bambini spesso non sono in grado di esprimere con le parole quello che stanno provando, non hanno ancora gli strumenti adatti per farlo, ma fanno di tutto per farcelo capire attraverso i loro comportamenti perché i bambini agiscono ciò che non riescono a dire.

genitorilità di famiglie separate
Accompagnamento alla genitorialità nelle separazioni

Le strategie che mettono in atto possono essere molteplici e variano in base alle caratteristiche del bambino: possono essere molto arrabbiati ed avere esplosioni di rabbia, in apparenza, senza motivo o agiti fisici verso dei pari o, al contrario, diventare apatici, isolarsi e “tenere tutto dentro”, quest’ultima è la situazione che rischia di sfuggire all’occhio dell’adulto perché può essere interpretata come uno stato di tranquillità del bambino.

Da una mia esperienza

Ho avuto un asilo nido per dieci anni e mi è capitato, più di una volta, di interfacciarmi con coppie di genitori che si stavano separando. 

I primi a dare segnali che qualcosa non andava erano proprio i bambini. Dopo averli osservati nel contesto nido, senza rilevare situazioni anomale, ci incontravamo con i genitori per un confronto, spesso, sulla base dei loro racconti, non emergeva nulla di significativo, sembrava che a casa, tutto andasse bene.

Quasi sempre a fine incontro, quando erano già sulla porta per andarsene, arrivava la frase fatidica: “ah, noi ci stiamo separando, ma a nostra figlia non diciamo nulla, è troppo piccola e non capisce” oppure “abbiamo pensato di dirlo al nostro bambino fra un paio d’anni. Adesso è troppo presto” o ancora “per nostro figlio non è cambiato nulla perché noi in casa non litighiamo mai, facciamo finta di niente”, Eppure, i loro bambini, si erano già accorti che qualcosa stava cambiando.

COSA POSSIAMO FARE?

Intanto è bene non escludere i figli da ciò che sta accadendo; il loro coinvolgimento può avere  una doppia funzione, sia di supporto agli stessi che possono trovare uno spazio di ascolto, accoglienza e legittimazione del loro stato emotivo, sia di sostegno ai genitori nella comunicazione di quanto sta accadendo e di una  lettura dei reali bisogni dei bambini alfine di rispondere in modo adeguato. 

In un momento così difficile è più che comprensibile che i genitori o uno dei due fatichi ad affrontare un compito così complesso, ma esistono professionisti che ci possono aiutare a superare il momento e a continuare a svolgere, anche in futuro, il ruolo genitoriale perché dai figli non ci separeremo mai.

La separazione è un’esperienza traumatica e dolorosa, ma se elaborata può essere, oltre che superata, un punto di svolta per la serenità di genitori e figli.

Bibliografia

Mazzei D. La mediazione familiare, il modello simbolico trigenerazionale Raffaello Cortina Editore Milano 2002

Francini G. Il dolore del divorzio. Terapia, mediazione e cura della famiglia separata Franco Angeli Milano 2016

Articolo scritto da  Maria Fusetti

Accompagnamento Genitorialità